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Utente: amicicce
Nome: AmiCicce
Amiciccia L: Meneghina.... con un piede a Oxford. Mangia: cinema, musica, Web, un sacco di cose che fanno malissimo, un sacco di cose che fanno benissimo. Beve: tanto e male in UK. Tanto e bene in Italia. Mette i titoli. Si stupisce, un sacco, per fortuna. Cede: alle trainer colorate, agli abbracci a tradimento, alla grazia dei gesti, al pongo.
Amiciccia A: Calabbrisella (si' ho il neo peloso!) cresciuta a Milano attualmente imperverso a Siena. Scrivo in corsivo. Amo: le scarpe da porca, guidare, le persone che ridono delle mie battute, la cucina francese, il Giappone, l'uzzolo, il suono del contrabbasso, le penne stilografiche, il Krug. Odio: gli uomini tirchi, il marrone, i pessimisti, gli appartamenti in condominio, la modestia, il risotto, lo sci.

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venerdì, 05 dicembre 2008

The weirdest interview ever...

Oh, the joy of being back. Good old Italy...

Have you ever gone through an interview where you don't have to say a word, you are not asked any question, you are not supposed to perform but just listen and then... you get the job??

Mh... don't know why but this doesn't sound quite right to me...

puffo

postato da: amicicce alle ore 11:00 | link | commenti (6)
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venerdì, 19 settembre 2008

Due piccioni con una fava.

Rispediamo a casa le serve extracomunitarie ed impieghiamo al loro posto le hostess, ops assistenti di volo, di Alitalia.


postato da: amicicce alle ore 11:01 | link | commenti (9)
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lunedì, 28 luglio 2008

Stamattina non ho voglia di fare un tubo ...

indolenza

Qui è inverno pieno. Fuori diluvia e io ho voglia di indossare un golfino di cashmire.

Stasera me ne resto a casa, ceno a letto nella stanza estiva che ha la porta di vetro da cui si vede la pioggia. Così posso gioire del fatto di essere in casa. Poi mi avvoltolo nel piumino e decido se leggere, scrivere o guardare un dvd, leggere, scrivere, dvd, leggere, scrivere, dvd ... dopo pochi minuti, ipnotizzata dal dilemma mi accascero' affaticata sui miei 6 cuscini. "Adesso faccio una pennichella piccola piccola e poi scrivo, leggo, guardo un film, scrivo, leg … zzzzzzz". E mi sveglierò domani mattina piu' rincoglionita di prima.

In questo periodo sto leggendo "lo zen e il tiro con l'arco" di Eugen Herrigel e "Breve storia di una piccola città" di Thomas Pearson.
Tra i dvd che ho in programma di guardare ci sono Seta e Il nome della rosa.


postato da: amicicce alle ore 11:26 | link | commenti (15)
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venerdì, 25 luglio 2008

Niente galoppo. Il brocco era sovraeccitato e quindi è rimasto in castigo nella stalla. Mi sono fatta la solita oretta al trotto con un cavallo nuovo, una femmina purosangue, decisamente piu' reattiva. Anche troppo visto che ad un certo punto aveva deciso che aveva lavorato a sufficienza e si stava allegramente dirigendo fuori dal maneggio.
Tanto per cambiare non riesco a tenere le mie fissazioni per me ma ammorbo chiunque abbia la cattiva sorte di trovarsi nei paraggi. Pero' forse stavolta ho fatto bene.

Collega*: Ciao amazzone. Volevo dirti che domani mattina ricomincio a montare a cavallo seriamente. Vado a Firenze dove montero' due o tre cavalli ... Te lo dico perchè ti assicuro che è stato un periodo in cui ho pensato spesso che fosse arrivato il momento di smettere ... e poi grazie all'entusiasmo che ho visto nei tuoi occhi quando mi parlavi delle tue lezioni al maneggio, ho deciso di ricominciare. Tutto qua.
Amazzone Pivella: Hai scritto una cosa meravigliosa. Fai bene a non smettere, andare a cavallo è troppo stupendissimo e poi i cavalli sono così teneri così grossi ma così paurosi  ...
Collega: ... e prima o poi ti faro' innamorare dei cavalli da corsa ... lo giuro.
Amazzone Pivella: Ci conto.
Collega: Intanto devo perdere 8kg se voglio tornare a montare in corsa e questa è la cosa che mi sta piu' pensiero** ... piu' che altro è faticoso iniziare perchè poi sono sicuro di arrivare fino in fondo.
Amazzone Pivella: Sai già che dieta fare?
Collega: Assolutamente no anzi se hai qualcosa da propormi ...
Amazzone Pivella: Te la porto io la dieta giusta ...

* collega con seria passione equestre nonchè proprietario di uno dei cavalli che corrono il Palio di Siena
** mi sta pensiero fare qualcosa in senese vuol dire mi secca farlo

 


postato da: amicicce alle ore 08:50 | link | commenti (2)
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giovedì, 24 luglio 2008

Stasera al maneggio alle 18.00 in punto: si prova a galoppare.

postato da: amicicce alle ore 11:56 | link | commenti
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mercoledì, 23 luglio 2008

E' or ora giunto il biglietto per il concerto di Allevi il 29 agosto a Taormina. MINKIA!

205

Grazie Gina. Grazie Rufus.

Non vado in Sicilia da circa vent'anni, dopo averci abitato per tre anni (MINKIA TRE ANNI!), dalla seconda media alla quarta ginnasio. Ho voglia di rivedere Catania.

etna

Ricordi siciliani sparsi

1) La compagna di banco storica (anche se in realtà abbiamo passato insieme solo due anni), la leggendaria Chiara Lombardo. Alla fine della prima media pensavo di vivere nel migliore dei mondi possibili, non sapevo ci fossero i ricchi e i poveri perchè a casa mia era proibito parlare di denaro e di argomenti affini, lei mia ha introdotta nel magico mondo della discriminazione sociale. Sapeva l'esatta collocazione nella scala sociale di tutte le nostre compagne di classe, il mondo era suddiviso tra zaurde e non zaurde, assolutamente proibito parlare con le zaurde. Suo padre era medico, il mio era direttore acquisti della piu' grande catena di supermercati siciliani, decisamente potevamo fraternizzare. L'aspetto che ricordo piu' chiaramente di quel periodo è la ridarola permanente, penso di non aver smesso di ridere per due anni consecutivi. I motivi erano i piu' disparati, ma soprattutto i piu' idioti: legavamo insieme i lacci delle scarpe e poi ce ne dimenticavamo così la prima che si alzava dal banco volava per terra, attraversavamo tutta la classe passando sotto i banchi e poi passavamo l'ora in bagno fino a quando la professoressa di educazione artistica veniva a riprenderci, scoppiavamo a ridere davanti alla mamma di una compagna di classe che, cieca come una talpa, si portava qualsiasi oggetto a 3 cm dal viso. E poi è sua la filastrocca dedicata alla professoressa di musica, Giuseppa Pappalardo, detta Pina: "Come la cacca lascia la puzza, io ti lascio la mia firma Pinuzza" ... rido ancora adesso.
Ora che ci penso, mi ha pure soffiato il tipo che mi piaceva, di cui ora nn ricordo nemmeno il nome, non contenta mi ha cazziata (anzi vanniàta) perchè davo piu' valore a un maschio che alla nostra amicizia. Una stronza autentica, come non ne fabbricano piu'. Alla fine dei due anni ci siamo mandate affanculo senza motivo e non ci siamo mai piu' risentite.
2) A scuola non si faceva un emerito cazzo. La scuola iniziava a ottobre e per la prima settimana si parlava delle vacanze appena concluse. Il periodo migliore era quello invernale, a metà dicembre iniziava il fermento per le vacanze di Natale, poi c'erano le vacanze di Natale, poi la settimana di preparazione spirituale alla settimana bianca, poi la settimana bianca al Passo del Tonale organizzata dalle suore. E si arrivava così beatamente a fine gennaio, con il cuore spezzato per la distanza dall'amorazzo di turno conosciuto in montagna. Il 5 febbraio a Catania si festeggia la patrona, Sant'Agata, e via col liscio per un altro paio di settimane … Ad aprile iniziavano le prove per il saggio di fine anno e in men che non si dica era finito l'anno scolastico. Una meraviglia, almeno fintanto che non mi sono presentata in una scuola milanese con tutta la mia sceccaggine (da scecco = somaro).
3) Il cibo. Questo è banale lo so. Ma quando sarò a Catania mi rechero' appositamente alla panetteria di fronte al portone delle Orsoline (che una volta un mafioso fece saltare in aria perchè le monache non volevano ammettere suo figlio a scuola) per mangiare una cartocciata e poi di corsa da Savia in via Etnea a strafogarmi di dolci.


postato da: amicicce alle ore 10:27 | link | commenti (2)
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martedì, 22 luglio 2008

Stasera ho il primo appuntamento con il notaro.

Nell'attesa sto leggendo i miei vecchi post. Certo che sono veramente simpatica. Mi rido tutta.

rospoincazzato

Speravo in qualcosa di piu' sugoso, mi ha rispedita a casa con una lista di documenti che devo recuperare per stendere una bozza di contratto.


postato da: amicicce alle ore 14:25 | link | commenti (8)
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lunedì, 21 luglio 2008

In realtà il succedibile di cui parlavo nel post precedente non è stato l'aperitivo a Milano bensì:

- mi sono imbattuta in un personaggio del passato, dotato di tentacoli retrattili e convinto che mi fossi recata a Milano per dedicarmi con lui ad attività peccaminose.  Non è stato semplice dissuaderlo.

- ho ricevuto una lieta novella e mi sono commossa come una vecchia zia che nessuno va mai a trovare ... avevo una zia così. Non la sopportavo. Zia Nada, ovviamente bassa, ovviamente vestita di nero, ovviamente baffuta, ovviamente zitella, aveva la pelle bianchissima ed un occhio mezzo chiuso che le conferiva una simpatica aria da squilibrata. Ogni volta che vedeva me e mia sorella cominciava a piangere e mugugnava "Quanto vi siete fatte grandi ben'i zia" e ci costringeva a mangiare biscotti savoiardi scaduti prima della guerra. Potevi dire che non ti andavano! No che non potevi. Mia mamma già sufficentemente imbarazzata dalla mia abitudine di pulirmi la guancia ogni volta che qualche parente mi baciava (eh su al nord le bambine non sono abituate a queste cose) mi dava la spintarella finale sull'orlo del baratro dicendo "Dai prendili fai contenta zia Nada" (fanculo mamma!). L'antipatia si trasformò in odio con l'arrivo della pubertà. Per non so quale motivo la zia era particolarmente interessata a sapere se fossi "diventata signorina" e volendo verificare con mano una volta mi aprì il cappotto per sentire se mi erano cresciute le tette. Ho lanciato un'occhiata da serpente a sonagli in fase di attacco a mia madre (cosa per cui sono stata debitamente cazziata) e non sono piu' andata a trovarla nemmeno quando ha iniziato ad elargire 50euri a spedizione. Viveva con una sorella, zia Eva, zitella pure lei, non piangeva in compenso mangiava solo riso bianco e aveva il terrore delle bambole Ero morbosamente curiosa di vedere la sua reazione di fronte ad una bambola, una volta sono quasi riuscita a far passare una di quelle orrende bambole che indossano un costume regionale tipico. Niente da fare, il divieto era tassativo. La mamma mi perquisiva prima di entrare, per cui la curiosità di vederla sbroccare è rimasta insoddisfatta.
Perchè ho tirato fuori questi brutti ricordi? Ah sì ... perchè nel giro di pochi anni diventero' come queste due, sento già appesantirsi la palpebra.

viacolvento

- sulla via del ritorno a Siena mentre mi sto affliggendo per la reazione inconsulta con cui mi sono giocata l'affetto del mio migliore amico nonché avvocato di fiducia si accende la spia del serbatoio. Mi fermo alla stazione di servizio Cantagallo, esattamente a metà strada tra Siena e Milano. Gasolio. Pieno. Arriva il momento di pagare e faccio i conti con la dura realtà: la carta di credito di ruolo è smagnetizzata, la carta di credito in panchina è scaduta e non ho un euro nel portafoglio. Ma io lavoro in banca faccio una telefonata e risolvo tutto. Sono rimasta negli uffici della stazione di servizio per piu' di un'ora alternando litigate con i dipendenti delle filiale in cui ho il conto (li ho passati in rassegna tutti, dalla stagista al direttore di filiale e non è senza vergogna che sono costretta ad ammettere che sono miei colleghi) ad amabili chiacchierate con il capo-benzinaio che mi ha offerto caffè e gelato. Quando dici che lavori nel settore della finanza ti fanno tutti la stessa domanda, vogliono la formula magica per fare soldi senza assumere rischi, da un po' di tempo rispondo "Comprati un pezzo di terra, il futuro è nell'agricoltura" ... molto gentildonna di campagna, molto Rossella O'Hara. Solo dopo una fitta corrispondenza via fax sono riuscita ad ottenere un bonifico di 92 fetidi euri che ha messo termine alla mia prigionia.

E' finita qui? No non è finita qui.

- Alla fine della Giornata Nazionale dell'Emozione Violenta sento il bisogno di qualcosa di rilassante e mando un messaggio al mio principe biondo "Ho trovato il tuo cappellino".
Mi chiama, parliamo amabilmente per un po', sto già meglio. Sto per salutarlo quando mi comunica che preferisce che non ci vediamo mai piu' che non è giusto per me blablabla, per la quinta volta in un mese. Tira una riga e trovati un altro, sono le sue ultime parole.
Ciao.
Sono veramente stanca. Prendo il sacchetto contenente tutte le sue cose, cappellino compreso, e lo butto nel cassonetto della spazzatura.
Poi chiamo la Gina e inizio a piangere la mia cattiva sorte. Stiamo già organizzando una spedizione punitiva contro la cartomante che la sera prima ha profetizzato il ritorno in grande stile di un uomo molto meraviglioso quando ...

- Gina ti devo salutare mi sta richiamando, ci sentiamo tra due secondi

...

- Pronto?
- Ciao pensavo che se per te non fa differenza possiamo riparlarne quando torno dalla Thailandia
- Non è che tra 15 gg devo riammorbare tutte le mie amiche con la stessa storia?
- Ecco lo vedi che mi fai pressione!?!
- (Ma ammè chi me la dà questa pazienza?) ok va bene vai in vacanza e poi si vede
- Domani ci vediamo a cena?
- Ok
- Ricordati il cappellino
- E' per questo che hai richiamato?
- Sì certo ho chiamato proprio per quello ...
- Ah bene perché l'ho buttato nella monnezza
- Certo che sei proprio un bel tipo non potevi aspettare qualche secondo in piu'?
- Mi hai spezzato il cuore avevo bisogno di un gesto simbolico per esorcizzare il dolore
- Comunque vadano le cose tra di noi io non ti presterò mai piu' niente
- Vabè ne riparliamo
- A domani (psicotico)
- A domani

A questo punto mi è toccato andare a ripescare tutto dal cassettone della spazzatura utilizzando lo spazzolone dei pavimenti come mezzo marinaio.

Fine


postato da: amicicce alle ore 12:17 | link | commenti (3)
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giovedì, 17 luglio 2008

inmbottigliataE' successo tutto il succedibile ...
Avevo bisogno, l'utilizzo del passato non è casuale, avevo bisogno di muovermi, di interrompere la routine. Ci sono riuscita (per la serie fai attenzione a cio' che chiedi, potresti ottenerlo), adesso sono a posto per almeno un anno. Questa storia del lasciarsi andare sta iniziando a produrre effetti catastrofici mi domando se non sia il caso di recuperare un po' del mio proverbiale palo-nel-culo.

Iniziamo dall'inizio, come è logico che sia. Ieri sera sono andata a Milano per l'aperitivo. Ho pensato che Piazza del Campo fosse troppo banale, troppo vicina, se devi dare un calcio nei maroni alla quotidianità devi farlo da splendida. In piu' tutti i miei punti di riferimento sono per vari motivi indisponibili e mi sento un po' spaesata, mi sento come se fossi chiusa in una bottiglietta di vetro con il tappino di sughero, di quelle in cui si conservano le perline. Per questo motivo quando la FataMadrina mi ha detto che stava organizzando un aperitivo-bancario mi sono detta, cosa c'è di piu' splendido di andare a prendere l'aperitivo nella città dell'aperitivo? Ho finto di non poter prendere giorni di ferie e mi sono presentata fresca fresca a Milano alle 18.40 rischiando di procurare un colpo apoplettico alla mia gentile ospite. L'appuntamento era al Radetsky o come cacchio si scrive, per semplicità Radeschi ... quel genere di posto che tutti conoscono, aaaaaaaahhhhhh il Radeschi, in cui i fighi vanno per pochi minuti giusto il tempo di farsi vedere e in cui gli sfigati stazionano tutta la sera tutte le sere, almeno fintanto che non apre un posto ancora piu' figo. I veri snob non frequentano i bar alla moda perchè dopo anni di ambienti bene ne hanno i coglioni pieni . E' stato come incontrare un vecchio fidanzato dei tempi della scuola, non appena lo scorgi sei vittima di una gioia cretina, non ti basta tutta la faccia per contenere il sorriso e ti chiedi come mai sia finita, bastano due parole e ti ricordi improvvisamente che era un idiota che faceva il filo a tutte le tue amiche e non azzeccava un congiuntivo. Molto folkloristico e soprattutto interessante sotto il profilo antropologico. Gli uomini in tenuta da lavoro a fine giornata, cravatta ripiegata nel taschino, primi due bottoni della camicia aperti. Le donne no. Le donne avevano tutte l'aria di chi non ha fatto un beneamato cazzo tutto il santo giorno e verso le 17,00 ha iniziato a prepararsi per l'Ape al Rade. Riporto qui di seguito una frase che ho casualmente carpito con la coda dell'orecchio "Eh ho appena fatto un'ora di recitazione ... fiuuu ... sai com'è ho dovuto fare la parte di quella tutta sexy ... insomma non è una cosa semplice, adesso sono un po' ... eh sì è dura, sono stanca". Avevo pensato di segnalarle una miniera in cui hanno appena aperto le assunzioni, la selezione è durissima ma poi è tutta in discesa, vuoi mettere rispetto alla recitazione ... eccheccazzo bisogna pensare anche alla qualità della vita non si puo' soffrire e basta. Poi mi sono ricordata che ci vuole una buona raccomandazione per accedere ad un prestigioso posto da minatore ... insomma non ho voluto illuderla.


postato da: amicicce alle ore 13:35 | link | commenti (2)
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mercoledì, 16 luglio 2008

patataIo - ho una calamita per gli uomini codardi
FataMadrina - mi sa che ci sono in giro solo quelli
Io - no io sono sicura che da qualche parte c'è un Adele con il pisello, che in questo momento sta dicendo "Sono sicuro che da qualche parte c'è un'Adele con la patata", e ci stiamo cercando e un giorno ci incontreremo!